TUTTO SULLA BIRRA:
LE ORIGINI

Sette millenni di storia all’insegna della bevanda di Cerere

Se l’orzo è stato il primo cereale coltivato da un popolo non più nomade, la storia della birra prende avvio con la nascita della civiltà. Da allora sono molte le tappe che hanno segnato la vita di questa bevanda che, come dice l’origine stessa del nome dal latino “bibere”,
è da sempre sinonimo di bere.

3500 a.C.

Sumeri: la birra diventa uno “status symbol”

I Sumeri sono il primo popolo birraio: pane e birra hanno i medesimi ingredienti, si diffondono e acquistano presto un valore commerciale
tanto che il compito di birraio passa allo stesso fornaio. La birra diventa ben presto uno status symbol: ogni strato della popolazione ha diritto a quantità diverse al giorno e ci sono già molti tipi di birra, da quella dolce a quella aromatizzata alla cannella.

Presso gli Egizi, la birra conquista un altro dio, Osiride, e una regina, Cleopatra, che offre coppe di “cevrin” al dio dei defunti e riserva per sé coppe di “zythum”.

Proprio la zythum è la prima birra assaggiata dai Greci, che la ribattezzano “zythos”. È da questa radice che in seguito nascono i termini scientifici
riferiti alla fermentazione, come zimotico.

Anno Mille

Anno Mille: la produzione diventa industriale

Anno Mille, inizia la nuova era della birra: la produzione in Nord Europa diventa industriale e in Germania nasce la figura del mastro birraio. Già nel 1376 ad Amburgo i birrai sono 457, divisi nelle due attività “di mare” (esportatori) e “di terra” (gli operatori locali). Dal 1200 in Europa si trovano le prime leggi sulla birra, fino al celebre “editto sulla purezza”, 1516, cui si deve la codifica definitiva: la birra può esser fatta solo con malto d’orzo, luppolo e acqua.

Il fatto che birra e birrai si diffondano velocemente, non mette però fine all’epopea delle birre conventuali. Ancora nel XVI secolo in Francia la birra destinata ai frati viene chiamata “birra dei Padri” mentre quella per le suore, più leggera, è la birra “di convento”. In Germania la birra attraversa tutti gli strati sociali. Qui nascono le “scuole” di maestri birrai, con tanto di “stages” per i produttori. Tra le migliori quella di Monaco, tuttora in attività. Il rapporto tra gli Inglesi e la birra si distingue per due caratteristiche: la velocissima diffusione delle birrerie, i pub, già migliaia nel 1300, e la strenua resistenza al luppolo, durata a lungo.

La popolarità della birra in Europa è così alta e redditizia, che, a poco a poco, autorità e case regnanti iniziano a tassarla.

4500 a.C.

La bevanda per eccellenza, inventata da una donna

Bevanda fermentata, moderatamente alcolica, a base di cereali. Inventata da una donna, forse casualmente, “maneggiando” cereali in cucina. Che sia nata al femminile, lo conferma anche la mitologia degli Armeni, che attribuivano l’invenzione della birra alla dea della terra Armalu.

Da una cultura all’altra troviamo una dea patrocinante come Cerere, dea-madre per eccellenza, e un santo protettore, il vescovo Arnoldo, santificato intorno al 1100 per alcuni miracoli tra cui la trasformazione istantanea del mosto in birra, effettuata per salvare i suoi parrocchiani da un’epidemia di colera.

La storia documentabile parte dalla Mesopotamia, nel 4500 a.C.: a iniziarla fu una donna. La birra è stata a lungo riservata alle donne e si deve loro anche l’invenzione delle prime modalità di conservazione dei cereali che, tenuti nell’acqua, possono dare luogo a maltazione e fermentazione.

IV secolo a.C.

I Celti: il popolo che portò la birra alla guerra

Nelle loro scorribande dalla Gallia alla Britannia, all’Irlanda, i Celti tracannano corni su corni di birra, prima e dopo la battaglia. Proprio l’Irlanda sembra nata sotto il segno della birra. Secondo le saghe, il paese conosce la libertà solo quando l’eroe Mag Meld riesce a strappare ai perfidi mostri Fornoriani il segreto della fabbricazione della birra, la bevanda che li rendeva immortali.

Come tutte le tecniche codificate da preservare, presto la scienza del far birra trova rifugio in convento. I monaci cominciano a mettere ordine nella produzione, codificando le tecniche e dettando le norme igieniche. Si deve a loro il primo utilizzo del luppolo come aromatizzante al posto della miriade di altre spezie e aromi.

1620 d.C.

L’America scopre la birra grazie ai Padri Pellegrini

La birra varca l’Oceano nel 1620, insieme ai Padri Pellegrini: destinazione, America.

Mentre in Occidente una serie di scoperte inizia a cambiarne la sintassi produttiva:

  • 1711: il termometro di Fahrenheit
  • 1768: 1° idrometro di Marin
  • 1785: la macchina a vapore di James Watt
  • 1817: la macchina per tostare il malto di Daniel Wheeler
  • 1859: il “raffreddatore del mosto” di Jean-Louis Baudelot
  • 1859: la macchina per il ghiaccio artificiale di Carré & Linde, importante per produrre birra tutto l’anno e per la nuova lavorazione “a bassa fermentazione”. Nasce così l’attuale lager. E nasce allora (dalle scoperte di Pasteur) la possibilità anche di “pastorizzare” ad alta temperatura la birra. Un ulteriore impulso alla preferenza verso birre sempre più chiare viene dalla diffusione delle bottiglie di vetro, iniziata a fine Ottocento, che le fanno apparire più invitanti in trasparenza.

Con il XX secolo la produzione industriale vede cambiare radicalmente i volumi di produzione e le regole: i birrifici tendono a concentrarsi, a unire le forze, come le industrie di altri settori.