La birra regina dei pasti fuori casa: ormai è testa a testa con il vino

Si allarga l’universo dei suoi estimatori (il 68,9% degli italiani), cresce, ma all’insegna della moderazione, il suo consumo. Una indagine realizzata dalla Makno per Assobirra ci aiuta a capire perché la birra è sempre più una bevanda di tendenza: sarà perchè è considerata sempre più mediterranea, compatibile con il concetto di sana alimentazione, con un prezzo conveniente e… “alla moda”. Una cosa è certa: si apre la stagione “gourmet” della birra, sempre più richiesta al ristorante (dove la “carta delle birre” è una realtà sempre più diffusa) e sempre più apprezzata anche dalle donne. Il 40% degli italiani vorrebbero addirittura gustarla in abbinamento con il pesce (soprattutto fritto, ma anche al forno e bollito)

Ormai si tratta di un vero e proprio testa a testa. Impensabile, davvero, fino a 4 o 5 anni fa. L’ 11esima edizione de “Gli italiani e la birra” – indagine di mercato condotta ogni anno, per conto di AssoBirra, dalla società di ricerche Makno presso un campione di 1500 persone rappresentativo di tutta la popolazione italiana adulta, pari a quasi 49 milioni di persone – ci dice che assistiamo addirittura a uno storico “sorpasso”. Nei pasti fuori casa (al bar, in pizzeria ma anche al ristorante) dei giorni feriali l’abitudine di accompagnare il cibo a una bevanda alcolica ci riserva, per la prima volta, una sorpresa: con il 19,8% dei consumi attribuiti alla birra e il 18,8% al vino.
Rispetto all’anno scorso si registra infatti una diminuzione per il vino (era al 25,2% nel 2006 e addirittura al 38,5% nel 2004) e una crescita del +4% per la birra.
Quando passiamo a esaminare il consumo di bevande durante i pasti, sempre fuori casa ma nel week end, le posizioni si invertono ma il trend non cambia: il vino si afferma – con il 43,6%, in discesa rispetto al 46,6% dello scorso anno – ma vede ridotto il distacco rispetto alla birra. Che invece mette a segno un +4% passando dal 37,4% al 38,9%.
Resta invece stabile il consumo della birra nei pasti a casa (4,4%), mentre torna ai livelli del 2005 (13,1%), dopo la flessione nel 2006, il consumo della birra fuori pasto.

bevanda “di tendenza”: si amplia il numero dei suoi estimatori (68,9% degli italiani)
Esistevano già una serie di segnali molto chiari che parlavano dell’interesse crescente nei confronti della birra – i dati dell’ultimo rapporto Ismea Ac Nielsen sui consumi extradomestici, che nei primi 6 mesi del 2006 davano in crescita la birra di almeno 4 o 5 punti percentuali, a fronte di un analogo calo del vino; l’iniziativa della “Carta delle birre” dei Jeunes Restaurateurs d’Europe; lo spazio concesso, nelle edizioni 2006, dalle guide dell’Espresso e del Gambero Rosso a questa bevanda naturale dai mille stili e gusti – ma ora l’annuale ricerca della Makno aggiunge nuovi elementi per riflettere sulla crescita di curiosità e sul gradimento per questa bevanda da parte degli italiani.
A partire, come abbiamo visto, dai dati di consumo. Che crescono, anche se all’insegna della moderazione (e quindi soprattutto nella fascia di consumo “sporadico”, della curiosità, dell’assaggio, dello sfizio): visto che nel 2006 i consumatori di birra toccano quota 68,9%, a fronte del 66,2% dello scorso anno. In particolare: il 6,6% degli italiani dichiara di consumare birra “tutti i giorni”, il 27,5% lo fa “abitualmente” e il 34,8% lo fa in maniera “sporadica”.
Mentre i dati di Assobirra ci dicono che nel 2006 i consumi sono cresciuti del 3%, portando la quota pro capite annua a 30,3 litri l’anno.
Ma non è tanto un discorso di quantità, ovviamente, a fare la “tendenza”. Per la birra, come già si era intuito da primi segnali lo scorso anno, diventa sempre più importante il fattore “gusto”: primo motivo di preferenza della birra sia a pasto (54,2% dei consensi, +20% rispetto al 45,2% dello scorso anno) che fuori pasto (51,5%). Mentre il fattore “abbinamento con la pizza” si ridimensiona attestandosi al 27,4% (contro il 36,4% del 2006).

Bevuta sempre più “per scelta” e sempre meno “per caso”
Parallelamente, e coerentemente, diminuisce il numero di quanti scelgono di bere birra “un po’ casualmente, quando capita” (dal 29,9% al 26,6%) e sale – dal 12,7%al 16% – il numero di quanti affermano di berla “per scelta, perché la preferisco a altre bevande”.
La birra continua a essere la bevanda da bere con gli amici (81%), che si consuma preferibilmente al bar/pub o comunque nel locale fuori casa (78%), anche se si registra una crescita – sensibile – nel consumo a casa (dal 38% al 44%) in compagnia di amici e parenti.

Le preferite: pils, doppio malto, puro malto e lager
Al primo posto fra gli stili consumati – anche grazie a una crescita di cultura del prodotto – le pils (40,9%), seguite dalle doppio malto (13,9%), dalle puro malto (11,3%), dalle lager (10,6%), dalle birre di frumento (3,5%) con una attenzione nuova, e crescente, anche per le analcoliche (2,6%).
La scelta di bere la birra nel modo che si conviene a un prodotto ormai nobilitato nell’abbinamento con i piatti della nostra cucina – nel giusto bicchiere e con la schiuma – raccoglie ormai il 40,9% dei consensi (erano il 37,8% nel 2006), mentre sono sempre meno quanti la preferiscono “in un bicchiere qualsiasi” (dal 15% al 12,6%).
Se l’abbinamento con la pizza resta comunque un buon matrimonio per gli italiani (gradito con un punteggio di 9 su 10), va forte anche l’abbinamento con il panino al bar (7,8 su 10), regge la percezione di bevanda dissetante per l’estate (7,1 su 10) ma anche l’idea della compatibilità con l’idea di una cena o di un pranzo al ristorante con amici (6,6 su 10) o di una cena a casa (che cresce da 5,6 dello scorso anno al 6 su 10 di quest’anno).

Gli italiani la vedono adatta a una sana alimentazione, ma temono che ingrassi
In generale, migliora ulteriormente l’immagine della birra: sempre in una scala da 1 a 10, i fattori della birra più condivisi dagli italiani sono quasi tutti positivi. L’antica tradizione, il fatto che si beva ovunque e che venga prodotta con ingredienti naturali hanno punteggi da 8 in su; gusto particolare, simpatica e allegra, bella da vedere, facilmente digeribile, adatta anche al gusto femminile, giovane e moderna, rinfrescante e dissetante, di qualità hanno punteggi da 7,5 a 7,9; insieme a quelli, negativi e frutto di un’attenzione di tipo “salutistico”, che rimproverano alla birra di gonfiare e di far ingrassare. In generale, paragonato con quello espresso un anno prima, l’insieme dei giudizi mostra un rafforzamento complessivo dell’immagine della birra fra gli italiani.
Ma c’è anche la chiara percezione, da parte della maggioranza degli italiani, che sia adatta a una sana alimentazione (6,3, rispetto al 6 dello scorso anno) e a tutti gli ambienti e a tutte le occasioni (6,2). La birra si piazza al terzo posto tra le bevande considerate a minore contenuto calorico, dietro al gruppo caffé, the e tisane (62,4%), a succhi e spremute (42,3%) con il 35,3% dei consensi, in crescita rispetto al 34,3% dello scorso anno. Al quarto posto il vino (33,4%), seguito da bibite gassate (13,1%) e coca cola (11,4%).

una conferma: il 45% degli italiani l’ha ordinata (o vista ordinare) al ristorante
La cartina di tornasole della crescita d’immagine della birra, maturata nel corso degli ultimi mesi, si ha quando proviamo a ragionare sul suo posizionamento nei ristoranti italiani e sugli abbinamenti possibili con il meglio dell’alimentazione mediterranea.
Abbiamo già visto delle posizioni guadagnate a scapito delle altre bevande da pasto, già sapevamo dell’interesse dei consumatori nei confronti dell’ipotesi di introdurre con maggiore frequenze una carte delle birre nei migliori locali (che piace, decisamente al 46,1% degli italiani), ma ora scopriamo anche che ben il 45% dei frequentatori dei ristoranti negli ultimi mesi hanno ordinato o visto ordinare birra nel corso di un pranzo o di una cena fuori casa. E se questo “già accadeva prima” per il 40,7% del campione, per un 4,3% degli italiani si tratta di “una novità degli ultimi tempi”.

birra e pesce: uno dei must prossimi venturi (incuriosisce il 40% dei consumatori di birra)
Sarà per la riscoperta mediterraneità di questo prodotto – visto che orami il 44,8% degli italiani ritiene la birra in linea (molto o abbastanza) con la dieta mediterranea – ma sembra che ci accingiamo anche a veder infranto un altro tabù. Fermo restando che 1 consumatore su 4 aumenterebbe i propri consumi di birra se disponesse di maggiori informazioni sui suoi possibili abbinamenti con i cibi di tutti i giorni, ben il 40% di chi beve birra dichiara invece il proprio interesse – e in alcuni casi gradimento – nei confronti dei possibili abbinamenti con i piatti a base di pesce.
Insomma: birra e pesce sembra uno dei must prossimi venturi.
Il 31% dei consumatori di birra si dichiara curioso e disponibile a provare questa accoppiata, mentre per il 9% è un felice esperimento, già fatto e da ripetere (ma al 3,4% l’accoppiata, provata, non è piaciuta).
Per la cronaca, al primo posto troviamo gli abbinamenti con i fritti di pesce (31,3%), poi con il pesce bollito o al forno (14,6%). Con l’insalata di mare (10,7%), con i primi, sempre a base di pesce (10,2%) o addirittura con i crostacei (7,7%) o con il carpaccio (4,1%) e gli affumicati (3,6%).
Insomma, la birra è diventata adulta e ora si apre la sua stagione gourmet.

e le donne cominciano ad apprezzarla nel giusto bicchiere e con la schiuma
Per chiudere una curiosità. A piccoli passi cresce anche il popolo delle consumatrici di birra, che passano dal 53,1% al 54,5%, con punte del 63% nell’età – tra i 35 e i 44 anni – del maggior interesse “al femminile” per la birra. Solo oltre i 55 anni, infatti, la proporzione tra donne che bevono birra e quelle che non lo fanno è a favore delle non consumatrici.
E’ interessante notare che le donne, più degli uomini, sono propense a credere che la birra faccia ingrassare ma anche che sia facilmente digeribile, mentre un po’ più degli uomini (42,8% rispetto a 40,9%) la bevono nel giusto bicchiere e con la schiuma e molto più degli uomini (43,5% contro 40%) si dimostrano aperte e curiose di provare l’abbinamento con il pesce.