Sono 191 i “boccali” assegnati dal Gambero Rosso. Cresce del 50% il numero dei locali cultori della birra

A distanza di un anno dalla sua introduzione, il “boccale rosso” ha fatto scuola, o meglio, tendenza. Sono infatti 191 i ristoranti di qualità insigniti del simbolo che premia l’attenzione particolare al mondo della birra, oltre il 50% in più rispetto all’anno scorso. Una conferma al fatto che gli italiani sempre più amano consumare la birra in ristoranti, bar e pizzerie, dove la carta delle birre è una realtà sempre più diffusa e ormai questa bevanda, dati Makno-Assobirra, si confronta da pari a pari con il vino.
Marco Bolasco, curatore della Guida: “C’è ovunque una maggiore attenzione a questa bevanda e il Gambero Rosso ha fatto da apripista in questo senso.”
Piero Perron, Presidente Assobirra: “la ristorazione di qualità sa esaltare la versatilità di questa bevanda a tavola e ne accresce la sua conoscenza come bevanda a tutto pasto.”
2006: la Guida dei Ristoranti del Gambero Rosso, in collaborazione con Assobirra, lancia una novità assoluta, il simbolo del “boccale rosso con la schiuma” per segnalare i locali con un’interessante offerta di birra. Un anno dopo sono ben 191 i “boccali” assegnati, oltre il 50% in più rispetto ai 125 della scorsa edizione e circa il 10% del totale fra quelli recensiti nella guida del Gambero Rosso edizione 2008. Il che significa che oggi un locale “top” su 10 presta attenzione particolare alla birra. E se andiamo a vedere il dettaglio regionale, sul podio dei cultori della birra figura al primo posto il Lazio, con ben 27 boccali, davanti a Lombardia (25) e al duo Piemonte e Veneto, entrambi premiati con 18 boccali.

Una conferma che quella di aprire le porte alla birra si sia dimostrata una valida intuizione, ma soprattutto che la birra è ormai diventata “grande” e che negli ultimi mesi è effettivamente cresciuto l’interesse degli italiani e del mondo della ristorazione alta per questa bevanda e per la sua anima “gastronomica”.

Il simbolo del boccale di birra indica infatti che il ristorante mette a disposizione dei clienti una gamma sufficientemente ampia di stili (in tutto ce ne sono circa 50) ed etichette (in Italia ne esistono circa 200), la serve nei bicchieri adatti e con la giusta quantità di schiuma – che oltre a proteggere la bevanda dall’ossidazione è un’importante indice di qualità del prodotto e fa capire, tra l’altro, se la birra è servita alla temperatura giusta.

IL “FENOMENO BIRRA”, ORAMAI FUORI CASA SI CONSUMA PIÙ DEL VINO
Dati Assobirra alla mano, nel 2006 i consumi di birra sono cresciuti del 3%, portando la quota pro capite a 30,3 litri l’anno. Ma non è tanto un discorso di quantità, ovviamente, a fare “tendenza”. Anche i risultati dell’indagine Makno-Assobirra 2007 “Gli italiani e la birra” evidenziano una sensibile crescita nel consumo di questa bevanda in ristoranti, bar e pizzerie, dove la “carta delle birre” è una realtà sempre più diffusa. In particolare, secondo l’ indagine Makno-Assobirra 2007, si allarga la base dei suoi estimatori (nel 2006 i consumatori di birra toccano quota 68,9%, a fronte del 66,2% dello scorso anno), soprattutto nella fascia di consumo “sporadico”, della curiosità, dell’assaggio, dello sfizio.
Rimane alta la richiesta (46%) di poter disporre anche di una Carta delle birre nei propri ristoranti di fiducia. Ed è sempre più importante il fattore “gusto”, con un numero crescente di italiani che affermano di berla “per scelta, perché la preferisco a altre bevande”.
Non c’è da stupirsi, allora, se la birra è arrivata a “sorpassare” perfino il vino nelle occasioni di consumo fuori casa (bar, ristorante, pizzeria) nei giorni feriali – con il 19,8% della birra contro il 18,8% del vino – e se circa il 40% degli italiani che consumano birra (parliamo di 14 milioni di persone) vorrebbe sperimentarne i possibili abbinamenti con i piatti a base di pesce.

Abbinamento impensabile fino a qualche anno fa, ma che recentemente è stato proposto persino dagli 84 chef dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, il “gotha” della ristorazione “giovane”, creativa e di qualità, che, in collaborazione con Assobirra, per un mese hanno declinato questo inedito abbinamento nei loro ristoranti mostrando le infinite varietà di stili e gusti di questa bevanda naturale e moderatamente alcolica e la sua versatilità nell’accompagnare i sapori di mare e di lago. Un’occasione ideale per mostrare come una Lager si sposa benissimo con il fritto di paranza, una blanche “chiama” un carpaccio di spigola, una bock chiara esalta gli spaghetti alle vongole, mentre una bock ambrata regge il sapore deciso di un bel baccalà in guazzetto…

MARCO BOLASCO: NELLA GUIDA 2008 ANCHE UNA NUOVA CATEGORIA “BEER & FOOD”
Marco Bolasco, curatore della Guida, conferma che il 2007 sancisce, a buon diritto, la stagione gourmand della birra. “Abbiamo registrato un aumento significativo rispetto all’anno scorso dei locali che dedicano uno spazio importante alla birra. C’è ovunque una maggiore attenzione a questa bevanda e una maggiore consapevolezza del suo valore culturale oltre che gastronomico in senso stretto. L’interesse verso le produzioni di qualità non si traduce soltanto in un’offerta di carte delle birre più articolate o nella proposta di più interessanti abbinamenti cibo/birra. Si concretizza, ad esempio, nella nascita di locali di ottimo livello interamente dedicati alla birra. Nella guida del Ristoranti 2008 abbiamo addirittura dedicato a questa tipologia di locali così fuori dagli schemi tradizionali una categoria a parte, ‘beer & food’, appunto”.

“Il Gambero Rosso, continua Bolasco, ha fatto da apripista per tracciare i confini del fenomeno birra. Ma questa bevanda è sempre stato un nostro grande campo di interesse. Il simbolo del boccale, quello che sulla Guida dei Ristoranti indica dall’anno scorso i locali in cui c’è cultura della birra, sta diventando sempre più riconoscibile. E i nostri lettori mostrano di apprezzare molto questo lavoro di ricerca delle migliori realtà in fatto di birra. Una tendenza che sta assumendo ormai contorni sempre più delineati. E che noi non possiamo far altro che registrare”.

PIERO PERRON: ASSIEME AI RISTORANTI DI QUALITÀ PER FARE CULTURA DI PRODOTTO
“Non possiamo che ritenerci soddisfatti per questi numeri incoraggianti, dichiara Piero Perron, presidente di Assobirra. “Del resto è in atto una sensibile crescita nel consumo di birra in ristoranti, bar e pizzerie, dove la carta delle birre è una realtà sempre più diffusa, e la birra, per la prima volta, si confronta da pari a pari con il vino. Il simbolo del boccale con la schiuma che compare nelle schede di sempre più ristoranti è anche una risposta di ‘servizio’ a una tendenza che sta facendo apprezzare la birra tra gli appassionati di cibo e cultura del bere.”

“L’iniziativa con il Gambero Rosso, conclude Perron, conferma l’attenzione da parte delle aziende produttrici di birra nei confronti della ristorazione di qualità, capace di esaltare la versatilità di questa bevanda a tavola e di accrescerne la conoscenza come bevanda a tutto pasto”
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