L’iniziativa, realizzata da Assobirra, in collaborazione con INRAN, ha portato alla realizzazione di un libro, un sito internet e una campagna – “A tavola con la birra”- per spiegare agli italiani come abbinare gli 8 principali stili di questa bevanda a 50 piatti tipici della nostra cucina tradizionale per mangiare con gusto.
Carlo Cannella, Presidente INRAN: “La birra rappresenta una curiosa novità nel mondo di mangiare degli italiani… ha radici mediterranee a dispetto della sua immagine nordeuropea. La porzione giusta per accompagnare un piatto è un bicchiere da 200 ml.”
Piero Perron, presidente Assobirra: “Le aziende produttrici promuovono la conoscenza del prodotto e sostengono un approccio al consumo di birra moderato e responsabile, come è sicuramente quello in casa e in abbinamento con i piatti di tutti i giorni.”
Dopo essere stata incoronata da gastronomi e gourmet bevanda di tendenza dei pasti fuori casa, per la birra arriva anche il parere dell’INRAN, la più autorevole istituzione italiana in materia di alimenti e comportamenti alimentari, che ne accoglie l’utilizzo nell’alimentazione quotidiana, a complemento dei piatti che portiamo a tavola per mangiare con più gusto. Il progetto s’intitola “A Tavola con la birra” ed è nato da una collaborazione tra Assobirra, l’associazione che riunisce le industrie produttrici di birra e di malto, e INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione); la sua finalità è quella di migliorare la conoscenza e la cultura su questa bevanda-alimento, dimostrando che è in grado di integrarsi nella tradizione gastronomica mediterranea e con l’attuale stile alimentare degli italiani.
E’infatti online il sito www.atavolaconlabirra.it, che approfondisce i contenuti di una pubblicazione destinata a chi desidera imparare ad “abbinare” la buona cucina con il mangiar sano della dieta mediterranea, utilizzando anche la birra come bevanda. Sia nel sito, sia nella pubblicazione sono indicati gli abbinamenti giusti dal punto di vista organolettico per mangiare con gusto, ricordando sempre che la porzione di birra 200 ml è il giusto accompagnamento per un piatto del nostro pasto.
8 STILI DI BIRRA E 50 PIATTI DI TUTTI I GIORNI: SCOPRIAMO COME ABBINARLI
Protagonisti dell’iniziativa gli 8 stili di birra più facilmente reperibili sul mercato (Abbazia, Ale, Blanche, Analcolica, Bock, Lager, Pils e Weizen) e i 50 piatti che con maggiore frequenza arrivano sulle nostre tavole, divisi tra antipasti, primi, secondi, contorni e piatti unici.
In aggiunta, lo chef Roberto Carcangiu ha appositamente elaborato 8 ricette creative (una per ogni stile di birra), di sicuro effetto, ma anche di facile preparazione.
Nel libro sono descritti gli ingredienti e la preparazione dei piatti (le ricette le trovate sul sito internet); il tutto è raccontato e commentato dagli esperti INRAN con particolare attenzione alle caratteristiche nutrizionali. Una sorta di “carta d’identità” della tradizione alimentare italiana per imparare ad apprezzare il sapore e il gusto dei cibi e delle bevande, senza preoccuparsi troppo delle calorie e della sazietà.
Nel conteggio delle calorie è incluso anche l’apporto della birra indicata per l’abbinamento. In questo modo la birra diventa il filo conduttore di questo viaggio nella gastronomia, consentendo al lettore attento e goloso di capire che si tratta di una bevanda versatile, naturale e dal ridotto contenuto alcolico.
UN SITO INTERNET CHE CI AIUTA A CONOSCERE IL PROFILO NUTRIZIONALE DI CIÒ CHE MANGIAMO
Il sito www.atavolaconlabirra.it – nella logica di servizio che contraddistingue l’iniziativa – è dotato di un motore di ricerca che permette di cercare l’abbinamento cibo-birra a partire dalla ricetta prescelta, dall’ingrediente che si ha in casa e, naturalmente, dalla birra che si desidera degustare. Mentre, allegato al libro che racconta il progetto, sarà distribuito anche un pratico regolo per declinare velocemente, con un semplice giro di ruota, piatto, stile di birra e contenuto calorico complessivo. Con un occhio al gusto e uno alla bilancia nutrizionale e alla quantità di birra consigliata.
E così, scopriamo che la leggerezza di un bicchiere di Lager da 200 ml (84 kcal) si accompagna ad un piatto energeticamente impegnativo (525 kcal) come la pasta al pesto, mentre per una porzione di verdure grigliate con crostini e scaglie di parmigiano, tipico esempio di piatto unico adatto alla pausa pranzo lavorativa, è indicato un bicchiere da 200 ml di Pils, che aggiunge solo 90 kcal a un piatto di per sé leggero e digeribile… D’altra parte, il nutrizionista non pone un veto assoluto, ma consiglia di limitare solo alle occasioni speciali gli spaghetti alla carbonara, per l’importante quantità di colesterolo (143 mg), la metà circa del consentito giornaliero. Una Ale riesce a spalleggiarne la densa ricchezza, per 711 kcal totali. Mentre un grande classico della domenica del Norditalia, la polenta con porcini, è un piatto particolarmente digeribile è più leggero di quel che comunemente si pensi e contiene più proteine che grassi, per metà insaturi… e può quindi essere abbinato a una corposa birra d’Abbazia, per un apporto energetico totale di 604 kcal.
“La birra non è solo bevanda dissetante – spiega Carlo Cannella, Presidente dell’INRAN – ma apporta nutrimento al nostro organismo e, se siamo curiosi, scopriamo che si accompagna bene con tanti cibi, non solo con la pizza. Scopo di questa iniziativa è migliorare la cultura sulla birra, spiegando che ha radici mediterranee a dispetto della sua immagine nord europea. E’ importante, perciò, imparare che ci sono tante birre, tutte diverse come sapore,e, una volta capite le tipicità di gusto, ritrovare l’abbinamento con i piatti giusti. La birra rappresenta una curiosa novità nell’evoluzione del nostro modo di mangiare in quanto possiamo offrirla e berla, nelle occasioni speciali come nei pasti ‘veloci’, che sempre più caratterizzano gli stili alimentari degli italiani. Come Presidente dell’INRAN, mi auguro che questa iniziativa abbia successo per divulgare la nostra tradizione alimentare che trae beneficio anche dal contributo della birra, che bevuta a pasto e in modiche quantità può favorire il nostro benessere.”
“Siamo estremamente soddisfatti – dichiara Piero Perron, Presidente di Assobirra – che l’organismo preposto ad informare gli italiani sui dettami di una corretta nutrizione riconosca alla birra il ruolo di bevanda-alimento compatibile con una sana alimentazione quotidiana. Del resto questa iniziativa si inserisce nel contesto di una campagna d’informazione che intende promuovere la conoscenza del prodotto nel segno di un approccio al consumo moderato, votato alla responsabilità e all’autoregolazione, come è sicuramente quello tra le mura casalinghe e in abbinamento con i piatti di tutti i giorni. Chi impara a bere meglio, nel segno della qualità e della curiosità, è già sulla strada di un consumo sempre più moderato e responsabile.”
BIRRA SEMPRE PIÙ VENDUTA AL SUPERMERCATO, GUADAGNA PUNTI SUL VINO QUOTIDIANO
Scorrendo le pagine del libro e del sito scopriamo che la birra, grazie ai suoi molteplici stili, ben si adatta ad accompagnare tanto i piatti più innovativi quanto i classici più diffusi della cucina nostrana. Una vera e propria rivoluzione, se pensiamo che fino a 10 anni fa gli italiani puntavano sulla birra a tavola quasi esclusivamente per accompagnarla alla pizza.
Oggi, invece, i ristoranti di tendenza sembrano non poter fare a meno di una offerta adeguata di birra (la guida del Gambero Rosso ne segnala quasi 200 che rispondono a questa esigenza), in risposta a un consumatore più maturo e curioso di sperimentare la birra. Anzi, le birre.
Pensando al consumo casalingo, gli stessi scaffali dei grandi supermercati sono sempre più forniti in varietà, stili e quantità di marchi: oggi si contano circa 200 marchi/prodotti, mentre 10 anni fa erano meno della metà, 86 in tutto. Secondo il Rapporto COOP 2007 negli ultimi mesi si registra infatti negli acquisti presso la GDO un progressivo spostamento delle preferenze degli italiani dal vino “quotidiano” alla birra. Nei 12 mesi compresi tra giugno 2006 e giugno 2007, infatti, la birra fa registrare un importante +6,7%, collocandosi nella “top ten” dei prodotti più venduti; di contro, si registra invece un calo significativo (-6,4%) nelle vendite di vino comune italiano (in vetro, plastica, brick e bag-in-box), in pratica quello deputato al consumo per tutti i giorni. Secondo una tendenza che il rapporto fotografa in questo modo: “un trend già in atto negli ultimi anni e che vede un progressivo spostamento verso la birra.”
1 ITALIANO SU 4, “PIÙ SPESSO LA BIRRA A PASTO SE SAPESSI CON COSA ABBINARLA”
Ma se nei ristoranti e nei locali per il pranzo veloce del mezzogiorno, dove il consumatore si sente “protetto” e aiutato nella scelta dell’abbinamento giusto, la birra è ormai un trend acquisito, molto rimane ancora da fare sul fronte della conoscenza degli abbinamenti possibili con i piatti più quotidiani della nostra cucina. L’indagine Assobirra-Makno “Gli italiani e la birra 2007” rivela infatti che in abbinamento ai pasti domestici il suo consumo è ancora molto limitato (4,5%). E l’ISTAT conferma che le famiglie italiane destinano all’acquisto di birra da consumare a casa solo 4,5 euro al mese. Per un totale, quindi, di 4/5 bottiglie da 66 cc al mese da dividere tra i 2-3 componenti (in media) di ogni nucleo familiare.
Eppure il 44,8% degli italiani la ritiene in linea (molto o abbastanza) con la dieta mediterranea e cresce la percentuale di quanti la considerano adatta a una sana alimentazione (6,3 in una scala da 1 a 10), e a tutti gli ambienti e a tutte le occasioni (6,2).
Come spiegare questa incongruenza? E’ molto semplice. Il 25,3% degli italiani (1 su 4) confessa che userebbe più spesso la birra a tavola in abbinamento con i cibi di tutti i giorni se avesse maggiori informazione sui criteri che guidano questi abbinamenti. Se sapesse quale birra avvicinare a una carbonara, a un piatto di spaghetti con le vongole o a una semplice caprese. Ma anche con quale birra valorizzare un’insalata di mare o una tradizionale pasta al forno. Domande alle quali l’iniziativa Assobirra-INRAN (in particolare il sito internet www.atavolaconlabirra.it) cerca, appunto, di dare concrete risposte, ricordando che la birra è una bevanda alcolica, da bere quindi in modo moderato e responsabile.

