È sempre più “gusto birra” sulle tavole degli italiani. E, tanto per il consumatore più curioso come per il sommelier di ristorante, la sfida è di scoprire l’abbinamento più giusto al di là di ogni pregiudizio. Dai crudi che fanno tendenza nei ristoranti stellati, come carpacci, sushi e sashimi, vinaigrettes e pinzimoni, per arrivare alle pietanze considerate “tabù” da ogni sommelier come carciofi, uova, insalate e persino il cioccolato, tutti trovano nella “bionda” un partner perfetto.
Parola d’ordine versatilità. La birra è un passepartout che permette di aprire stanze del gusto altrimenti chiuse a doppia mandata, a volte anche per i migliori vini.
Prendiamo per esempio il crudo, antica tradizione per alcuni, moda piuttosto recente per altri. Tartare, marinate, carpacci, sushi, sashimi e ceviche sono sempre più presenti nei menu dei ristoranti, non soltanto etnici, del nostro Paese. L’influenza della cucina giapponese, che si fonda su ingredienti freschissimi e poco lavorati, ha infatti aperto la strada a una nuova tendenza gourmand che si è affermata nella cucina europea degli ultimi vent’anni. E ormai anche i prodotti nostrani vengono interpretati in modo nuovo sull’onda di uno stile “fusion” e “glocal”, basato sulla qualità della materia prima che i piatti crudi (o con una cottura leggerissima) esprimono al meglio. Tanto che possiamo distinguere tra due tradizioni di crudi: quella mediterranea, in cui le pietanze sono condite con olio d’oliva, limone o aceto ed erbe aromatiche, e quella orientale e asiatica, caratterizzate invece da spezie secche o fresche, curry e salse di grande sapidità.La birra, nella sua varietà di stili e tipologie, è perfettamente in grado di abbinarsi con le materie prime “nude e crude”, proprio perché non ha un gusto prevaricante, se si impara a scegliere quella giusta. Di certo, in questo nuovo territorio di aromi e sapori, le variabili per trovare il matrimonio ideale aumentano a dismisura, tanto che la stessa pietanza vorrà un abbinamento diverso a seconda della preparazione (fresco o affumicato), del taglio, dalla presenza o meno di una marinatura o se è accompagnato da salse, spezie e vinaigrettes.Le birre ideali per i cibi crudi e non cotti sono da ricercarsi tra gli stili più delicati e bevibili, dai sapori leggeri, ovvero Lager e Pils, mentre in alcuni casi può essere necessaria la profumata pastosità delle grandi birre di frumento come Blanche e Weizen. Difficile, ma non impossibile (su tutte vince la Ale) , attingere anche al bacino delle birre più corpose, perché i toni forti e amari del luppolo, se esasperati, possono coprire il gusto del piatto.Come regola generale, vale il principio dell’intensità progressiva: preparazioni più delicate chiamano birre più leggere, mentre piatti più importanti vogliono birre dal sapore più rotondo e persistente. In altre parole bisogna fare in modo che l’intensità di sapore del piatto non prevarichi la birra e viceversa. Una birra fresca e leggera, per esempio un’Analcolica, è infatti un abbinamento imbattibile con l’insalata e le crudités (carote, sedano, finocchi), perché non copre la delicatezza della verdura e allo stesso tempo sostiene, senza contrasti, l’aspro dell’aceto o della salsa di soia, notoriamente difficili da contenere.Con i crudi di pesce semplici e poco conditi, come un carpaccio di pesce bianco (spigola, orata), è più corretto gustare una birra delicata come
Ecco invece che una Bock si sposerà perfettamente con gli affettati più saporiti, come speck, prosciutto toscano o cinghiale. In questo caso anche il grado alcolico tenderà a salire per reggere il confronto con la notevole grassezza del piatto.E che dire del legame più impensabile e più riuscito di birra e pesce, come l’ostrica accompagnata da una cremosa birra scura? L’incontro tra due sapori di straordinaria intensità crea, com’è tradizione in Irlanda da molti anni, un matrimonio perfetto con cui potrete stupire i vostri commensali, senza dover ricorrere a un costoso champagne. Un discorso a parte infine va fatto per i formaggi, con i quali il vino vanta un amore “di vecchia data”. Potremmo invece osare con birre strutturate come Bock e Ale, scegliendo una birra rotonda morbida per i formaggi erborinati e una più scura e corposa per i formaggi piccanti e stagionati.Birra e i gusti impossibili: gli abbinamenti con insalate, carciofi, uovo sodo e cioccolato
Ma nel gioco degli abbinamenti, ci sono territori che anche il più blasonato vino considera tabù nei quali invece la birra si trova perfettamente a suo agio.

