La birra per la prima volta al Vinitaly celebra un 2012 con vendite in sostanziale pareggio e occupazione al +4,4%

Il mondo del vino scopre la birra: AssoBirra arriva al Vinitaly portando a Verona 28 microbirrifici. Dal 7 al 10 aprile al Vinitaly sarà possibile degustare la bevanda alcolica preferita dagli under 54 e scoprire le ultime tendenze delle specialità birrarie, nicchia che comprende birre di frumento, d’Abbazia, artigianali e copre il 3-4% del mercato. Intanto, anche quest’anno il settore birrario conferma il suo impegno sui temi della responsabilità sociale e del consumo responsabile dell’alcol.

Con AssoBirra il “fenomeno birra” arriva per la prima volta al Vinitaly. Dal 7 al 10 aprile, nel padiglione “C” Sol&Agrifood (stand 40, 96, 97), 28 microbirrifici saranno presenti negli oltre 460 mq espositivi dell’associazione, per presentare i propri prodotti al pubblico della più importante fiera vitivinicola italiana. E ancora, una piazza di oltre 150 mq, allestita con tavolini e sedie, ospiterà nello stesso padiglione eventi e iniziative che avranno un unico comun denominatore: la birra. Questo è solo l’ultimo tassello di un lungo percorso, iniziato 6 anni fa, con l’ingresso dei primi 3 microbirrifici all’interno dell’associazione dei produttori di birra, che oggi può contare al proprio interno oltre 40 microbirrifici.

I primi dati del 2012: andamento flat del mercato e occupazione in crescita (+4,4%)
L’appuntamento di Verona arriva insieme alle proiezioni dei primi dati di settore 2012, che parlano di un mercato birrario sostanzialmente flat rispetto al 2011 (in linea cioè con gli oltre 13 milioni di ettolitri di birra prodotti), a fronte di consumi alimentari in calo di 2,5-3 punti percentuali.

Spiega Alberto Frausin, Presidente AssoBirra: “Nonostante una situazione economica complessa il mercato birrario sembra aver mantenuto stabili le proprie vendite, anche grazie al contributo portato dai microbirrifici. Anche se le birre speciali rappresentano ancora una nicchia del 3-4%, il loro apporto resta importante per il diffondersi della cultura birraria nel nostro Paese. Oggi possiamo contare su almeno 1 microbirrificio in ognuna delle provincie del Paese, oltre a 14 stabilimenti industriali e 2 malterie.”

Il 2012 si è confermato come un anno delicato e complesso da un punto di vista delle vendite, ma in grado comunque di far registrare una crescita del numero degli occupati del +4,4% (per un totale di 4.700 addetti diretti  nel settore, che uniti all’indotto arrivano a 144.000 unità – dati Ernst & Young), anche grazie ai numerosi micro birrifici nati recentemente e alla grande industria che è riuscita a confermare gli stessi livelli occupazionali.

Entrando nel dettaglio dei dati, insieme a un export sostanzialmente stabile a 2 milioni di ettolitri, si registra la crescita di nicchie di mercato come le birre di frumento, quelle di Abbazia e le artigianali, con margini nell’ordine del +10-20%.

I micro birrifici rappresentano ormai una realtà del nostro settore: nel nostro Paese se ne contano oltre 445, concentrati soprattutto in Lombardia (76), Piemonte (54), Emilia Romagna (40), Toscana (38), Veneto (34) e Puglia (21). Impiegano generalmente da 1 a 3 persone (solo il 5% supera i 10 occupati) e con una media produttiva annua per azienda che si attesta sui 411 ettolitri.

AssoBirra – commenta Alberto Frausin – segue con interesse tutti quei fenomeni local che contribuiscono a far crescere il nostro settore, e il nostro impegno per sostenere queste realtà è dimostrato anche da iniziative concrete come la creazione di A.Bi Lazio – Associazione Birra del Lazio, creata assieme ad Arsial e Coldiretti Lazio, o dell’A.Bi Campania, che riuniscono microbirrifici e malterie del territorio impegnati nella produzione di birre con materie prime di origine regionale. Lo scorso anno c’è stata anche la prima storica presenza dell’associazione a Cibus, con un’area dedicata ai microbirrifici e, in autunno, abbiamo portato a Shangai alcuni tra i migliori microbirrifici italiani per far conoscere i profumi e i sapori della nostra birra ai cinesi”.

Un progetto, quello delle associazioni locali, che sembra destinato a decollare, come dimostra anche la presenza all’interno dell’area AssoBirra di una rappresentanza dei birrifici pugliesi (10 aziende in tutto), che saranno presenti anche grazie al sostegno della Regione Puglia, di Unioncamere Puglia, dell’Associazione agricoltura Puglia. Quello che potrebbe profilarsi è in questo caso la possibile organizzazione di una realtà local analoga a quelle operative già nel Lazio e in Campania.

Il connubio tra AssoBirra e i microbirrifici, insomma, viene ulteriormente rafforzato dalla presenza al Vinitaly. Per Alberto Frausin: “AssoBirra rappresenta ormai a pieno titolo tutto il mondo birrario, dai grandi industriali ai piccoli produttori, agli artigiani. Siamo ormai “la casa della birra”, uniti da un prodotto che è lo stesso da migliaia di anni: naturale, senza conservanti e coloranti, fatta con cereali, acqua, lieviti e luppolo. Senza dimenticare l’accortezza dell’uomo e di mastri birrai che da sempre la producono con la stessa passione. In questa passione e naturalità vedo un legame naturale, un filo che unisce idealmente vino e birra, le bevande fermentate per antonomasia. E in fondo anche per questo abbiamo deciso di partecipare quest’anno al Vinitaly, per celebrare due dei prodotti italiani più amati dai nostri connazionali e all’estero”.

Birra bevanda preferita dagli under 54
La birra, secondo l’indagine Ispo/AssoBirra 2012, è ormai una delle bevande alcoliche più amate dagli italiani. Il 71% dei nostri connazionali maggiorenni (36 milioni in totale dei quali ben 16 milioni donne) dichiara di consumarla, rispetto al 60% di 3 anni fa. Per gli under 54 è, addirittura, la bevanda alcolica preferita, mentre nel 2011 questo dato era fermo agli under 45. Solo dai 55 anni in su il vino riafferma con decisione il suo primato.

A trainare questo “alto gradimento” si conferma la fascia dei consumatori che la bevono meno di una volta a settimana, passati in un anno dal 35,3% al 36,3%, mentre crescono del +18% quanti si concedono lo sfizio di una birra una volta al giorno (da 7,2% all’8,5%, 4,2 milioni).
In ribasso di -0,4%, la percentuale di quanti la consumano almeno una volta a settimana.
Per 4 italiani su 10 (41,6%) la birra è l’opzione ideale per un pranzo o una cena leggera a casa, magari in terrazza o in giardino. A seguire, e a confermare la dimensione conviviale di questa bevanda, il dopocena (20,3%) o l’aperitivo (15%), purché in relax con gli amici.

Birra campione di “Made in Italy” ma accise e iva gravano il 30% in piu’ del passato
La birra è di fatto un esempio vincente del “Made in Italy” di successo, con esportazioni in crescita costante da ormai diversi anni. Eppure, come spiega il Presidente Frausin: “I produttori, sia grandi che piccoli, si trovano ad operare in un contesto complesso. Solo negli ultimi 7 anni c’è stato un aumento della pressione fiscale sul nostro prodotto di circa il 30% . Nel 2006, il prezzo medio di fabbrica di un 1 litro di birra lager era pari a 1,1 euro (valore attualizzato al 2012), oggi il costo è salito a 1,40 euro. Tenuto conto della nuova IVA (e del suo futuro aumento) e delle accise che già gravano sulla birra, l’Italia si attesta tra i Paesi produttori con la pressione fiscale più alta in Europa. Una situazione che incide sul prezzo del prodotto generando un pericoloso meccanismo di concorrenza sleale che favorisce birre di importazione che pagano tassazioni inferiori, penalizzando i nostri prodotti. Insomma, un contesto – conclude Frausin – che rischia di limitare la competitività di questo prodotto che fornisce un contributo importante al Paese anche in termini di occupazione”.

Cresce l’impegno in responsabilità sociale del settore birrario
Significativo è l’impegno alla diffusione della cultura della birra e di un consumo consapevole, e quindi responsabile, di questa bevanda. Da diversi anni, infatti, l’industria della birra è pienamente consapevole del proprio ruolo e traduce concretamente la propria responsabilità sociale sia con l’adozione di una Alcohol Policy di settore e di codici di condotta aziendali, sia con iniziative di informazione e sensibilizzazione relative al consumo responsabile. Un progetto che ha messo al centro il sito www.beviresponsabile.it e che ha preso il via nel 2007, con la campagna “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere” (riproposta per la seconda edizione nel 2012). Nel 2008 è stata la volta di “Diglielo tu”, una iniziativa pensata per i giovani. Sempre a giovani e alcol, e all’importanza di un dialogo tra genitori e figli su questo tema è stata dedicata “Le parole per dirlo” (2010). Nel 2009, con una seconda edizione nel 2011 è stata la volta di  “O bevi O guidi”, in collaborazione con le autoscuole italiane di Unasca. L’ultima campagna, lanciata nel 2012 è stata “Movida Alternativa”, una iniziativa che ha toccato alcune importanti piazze della movida italiana per spiegare ai giovani i rischi che si corrono quando ci si mette alla guida dopo aver bevuto.